In questo saggio Elisabetta Doniselli traccia l’evoluzione storica del genere, dall’antichità classica alle avanguardie contemporanee. Il testo analizza come la rappresentazione degli oggetti conquisti piena autonomia artistica nel Seicento, spaziando dal realismo di Caravaggio e l’opulenza dei maestri fiamminghi alla poetica del quotidiano di Chardin. Il viaggio prosegue attraverso le innovazioni di Cézanne, la metafisica di Morandi e la Pop Art, indagando il legame profondo tra luce, materia e il tema della Vanitas. Il volume è arricchito da un’appendice dedicata ai “muti ritratti” disegnati dall’autrice stessa, con un commento critico di Aldo Galli.