Il presente volume raccoglie gli esiti di un percorso formativo nel quale competenze, esperienze professionali e prospettive disciplinari differenti si sono confrontate attorno a una domanda comune: come possono istituzioni, organizzazioni e territori conoscere, prevenire e governare rischi sempre più interdipendenti, capaci di propagarsi tra sistemi, settori e livelli decisionali? I contributi qui raccolti assumono complessità, incertezza e trasformazione come condizioni strutturali del nostro tempo. Crisi e vulnerabilità sono analizzate attraverso le relazioni tra conoscenze, infrastrutture, processi organizzativi e capacità collettive di risposta. In questo quadro, le infrastrutture critiche (reti energetiche, sistemi di trasporto, infrastrutture idriche e digitali, presidi sanitari ecc.) rappresentano un elemento centrale per comprendere il rapporto tra funzionamento dei sistemi e vita delle comunità. Scuola e università, moda e consumi, mobilità, città, sistemi spaziali, risorse idriche, crisi ambientali e sicurezza pubblica sono osservati come ambiti nei quali il rischio emerge da reti di relazioni spesso poco visibili. La vulnerabilità appare così come una proprietà relazionale e sistemica, legata alla distribuzione delle risorse, alla qualità delle informazioni, alle capacità di coordinamento e alle possibilità di apprendimento istituzionale. Ne emerge una lettura interdisciplinare delle interdipendenze tra infrastrutture e società, mostrando come la resilienza delle comunità contemporanee dipenda dalla capacità di comprenderle e governarle.
Con scritti di: Maria Maddalena Di Maglie, Martina Miri, Rebecca Romano, Francesco Antonio Prudenzano, Emanuela Braì, Eleonora Vergine, Antonio Stasi, Maurizio Cristofaro, Valerio Altomare, Tommaso Prete.